I vecchi film invecchiano, si deteriorano e si impolverano: riportarli agli antichi splendori è una vera e propria arte nata negli anni ’50 con interventi pionieristici sui film muti che ha raggiunto negli ultimi anni sofisticate tecniche digitali.
Ogni intervento è un processo complesso svolto da storici del cinema, archivisti, musei e cineteche con l’obiettivo di preservare e restituire al pubblico capolavori che il tempo ha danneggiato.
Le fasi del restauro
Prima di intraprendere il restauro vero e proprio, è necessario un lavoro di ricerca approfondito negli archivi per fare un censimento di tutte le copie esistenti del film e delle relative documentazioni cartacee (sceneggiature, censura, recensioni, materiali promozionali): questo garantisce un risultato più fedele dell’opera originale.
Valutazione e diagnosi
Si esaminano le condizioni del supporto filmico, verificando danni meccanici, la presenza di muffe o il deterioramento tipico delle pellicole a colori, come la sindrome dell’aceto. La celluloide, utilizzata fino all’introduzione della pellicola di sicurezza, è particolarmente instabile e può persino essere soggetta ad autocombustione.
Una volta stabilita la diagnosi, si procede con il restauro vero e proprio, che può includere diversi interventi.
Restauro fisico e digitale
Il restauro fisico prevede il ripristino dei danni fisici della pellicola, come la rigenerazione delle perforazioni e delle giunte, il lavaggio a ultrasuoni, la stampa ottica sotto liquido per eliminare graffi e strappi.
Il restauro digitale prevede la digitalizzazione, l’acquisizione fotogramma per fotogramma con scanner specifici, permette poi di correggere difetti come graffi, sporco, instabilità dell’immagine, sfocature, sbalzi di luce e distorsioni. Grazie alla digitalizzazione si può procedere con l’impronta ottica, la correzione del colore e della luminosità. Per i colori sbiaditi si può utilizzare la la tecnica della riproduzione tricromatica per recuperare la palette originale.
Reversibilità e documentazione
Al termine del restauro, la pellicola viene trasferita su supporti più stabili come il poliestere, che garantisce una conservazione più duratura.
Ogni intervento viene dettagliatamente documentato per garantire trasparenza e future possibilità di revisione nel caso in cui future tecnologie possano offrire soluzioni ancora più efficaci.
Test e verifica finale
Una volta restaurato, il film viene analizzato in laboratorio per assicurarsi che il risultato sia fedele all’originale. Si controllano la qualità dell’immagine, la sincronizzazione audio-video e la resa complessiva.
Grazie al restauro, capolavori dimenticati tornano a splendere, regalando al pubblico l’emozione di riscoprire il cinema nella sua forma più autentica.